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Quali sono i costi di ricarica di un’auto elettrica?
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Quali sono i costi di ricarica di un’auto elettrica?

17 Jul 2026
17 Jul 2026

Chi sceglie un'auto elettrica o un’auto ibrida si pone quasi sempre la stessa domanda: quanto costa davvero ricaricarla? È un interrogativo legittimo, perché il rifornimento cambia natura rispetto al pieno tradizionale. A stabilire il costo, esistono una varietà di scenari che dipendono dal luogo, dall'orario e dalla potenza di ricarica scelta. Comprendere questa logica è il primo passo per trasformare il costo in una spesa gestibile e, spesso, sorprendentemente contenuta.

Quanto costa ricaricare un'auto elettrica? Una panoramica

Per orientarsi, conviene ragionare non sul "pieno" ma sul costo per chilometro percorso. Un'auto elettrica consuma in media 15-20 kWh ogni 100 km: è da questo dato che discende ogni stima realistica. Ricaricando a casa, dove il kWh si aggira intorno a 0,20-0,25 euro, percorrere 100 km comporta una spesa di circa 3-5 euro. Lo stesso tragitto, affidato alle colonnine pubbliche con prezzi compresi tra 0,55 e 0,90 euro per kWh, può costare diverse volte tanto. Tradotto sul singolo rifornimento, una batteria da 50 kWh richiede dai 10-13 euro a domicilio fino ai 25-45 euro in ambito pubblico. La forbice, apparentemente ampia, riflette semplicemente la libertà di scelta: ogni ricarica può essere calibrata sulle proprie esigenze, privilegiando la convenienza nella quotidianità e la rapidità dei tempi di ricarica nei lunghi viaggi.

Come si forma il prezzo della ricarica elettrica

Il prezzo esposto a una colonnina di ricarica è la somma di quattro componenti distinte, e proprio questa stratificazione spiega perché le tariffe varino così sensibilmente:

-costo dell'energia: è la materia prima vera e propria, soggetta alle oscillazioni del mercato all'ingrosso; una volatilità che gli operatori dei punti di ricarica riversano talvolta su sistemi tariffari dinamici, aggiornati con frequenza;

-oneri di rete: remunerano il trasporto dell'elettricità e la gestione dei contatori, e sono regolati da ARERA, l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente;

-oneri generali di sistema: sono destinati a finalità di interesse collettivo, come lo sviluppo delle fonti rinnovabili, e anch'essi rientrano nella regolazione di ARERA;

-imposte statali: comprendono le accise e l'IVA, quest'ultima applicata al 10% sulle utenze domestiche e al 22% su quelle pubbliche.

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Quanto costa ricaricare alle colonnine pubbliche

Alle colonnine pubbliche il prezzo dell'energia si muove indicativamente tra 0,55 e 0,90 euro per kWh, ma il dato da osservare è un altro: la potenza di erogazione. È questa, più della posizione geografica, a determinare la cifra finale. Una stazione a bassa potenza, fino a 22 kW, applica tariffe più contenute e si presta a soste prolungate, come quelle di un'intera giornata di lavoro. Una colonnina ad altissima potenza, da 150 kW in su, comporta invece un costo per kWh più elevato, giustificato dall'infrastruttura necessaria e dalla rapidità del servizio. Su una batteria da 50 kWh, una ricarica completa in ambito pubblico oscilla così tra i 25 e i 45 euro a seconda della soluzione scelta.

Ricarica a casa: quanto si risparmia davvero

A domicilio la prospettiva si ribalta. Il kWh domestico si attesta intorno a 0,20 euro, una frazione delle tariffe pubbliche, e nelle fasce serali e notturne può scendere ulteriormente grazie alle tariffe agevolate. Ricaricare di notte significa inoltre liberarsi dalla ricerca della colonnina: l'auto si rifornisce mentre si dorme ed è pronta ogni mattina, trasformando un'incombenza in un automatismo. L'accesso a questa convenienza richiede un'infrastruttura adeguata, ovvero una wallbox, il cui costo di installazione rappresenta l'unico vero investimento iniziale. Si tratta però di una spesa che il risparmio sulle ricariche tende a riassorbire nel medio periodo, fino a renderla un puro vantaggio. Il quadro si completa per chi dispone di un impianto fotovoltaico: abbinato a un sistema di accumulo, consente di alimentare il veicolo con l'energia autoprodotta, avvicinando il costo del rifornimento allo zero.

Ricarica domestica vs pubblica: il confronto dei costi

Si consideri un'utenza tipo, con una percorrenza annua di 10.000 chilometri e un veicolo dotato di batteria capiente, intorno ai 77 kWh:

  • ricaricando esclusivamente a casa la spesa mensile si aggira sui 30 euro,
  • affidandosi solo alla rete pubblica sale a circa 91 euro.

Su base annua il divario supera i 700 euro, una cifra che ridisegna il bilancio della mobilità. Il rapporto resta sostanzialmente lo stesso anche cambiando modello: la ricarica domestica costa all'incirca un terzo di quella pubblica.

VoceRicarica domesticaRicarica pubblica
Prezzo medio per kWh~ 0,20 €/kWh 0,55 – 0,90 €/kWh
Costo di un "pieno" (batteria 50 kWh)~ 10 – 13 € ~ 25 – 45 €
Costo per 100 km (consumo 15-20 kWh)~ 3 – 5 € ~ 8 – 16 €
Spesa mensile indicativa (10.000 km/anno, batteria 77 kWh)~ 30 € ~ 91 €
IVA applicata 10% 22%
Velocità di ricarica medio-bassa (presa o wallbox) da media ad altissima (fino a 150+ kW)
Investimento inizialewallbox (una tantum)nessuno

Quali fattori influenzano il costo di un pieno elettrico

Il costo di una ricarica completa non è mai un valore fisso, ma il risultato di più variabili che interagiscono tra loro. Conoscerle permette di anticipare la spesa anziché subirla. Le principali sono:

-Prezzo del kWh: cambia in base al gestore della colonnina, al provider scelto e perfino alla fascia oraria, rendendo decisivo il momento in cui si ricarica;

-Tipo di colonnina: la potenza di erogazione incide direttamente sulla tariffa, con le stazioni rapide più costose di quelle a bassa potenza;

-Modalità di pagamento: abbonamenti e app dedicate offrono spesso condizioni più vantaggiose rispetto al pagamento a consumo della singola sessione;

-Costi di servizio: alcune stazioni applicano una tariffa all'avvio o un costo a tempo per l'occupazione della piazzola, che si somma al prezzo dell'energia;

-Capacità della batteria: un accumulatore più grande richiede una spesa maggiore per il rifornimento completo, pur garantendo più autonomia;

-Sconti e promozioni: offerte periodiche o riservate agli utenti registrati possono ridurre in modo sensibile l'importo finale.

Come si paga la ricarica alle colonnine

Saldare una ricarica pubblica è oggi più semplice del previsto, e le modalità disponibili rispondono a esigenze diverse. Lo strumento più diffuso resta il circuito dei Mobility Service Provider, le società che forniscono servizi di ricarica e mettono a disposizione app dedicate o card RFID da avvicinare alla colonnina. Questa soluzione conviene a chi ricarica con regolarità, perché spesso include tariffe agevolate e una rete capillare di stazioni compatibili. In alternativa, un numero crescente di colonnine accetta il pagamento contactless con carta, una via immediata e priva di registrazioni, ideale per chi ricarica solo occasionalmente. Resta un accorgimento da non trascurare: il prezzo dell'energia non sempre esaurisce la spesa. Alcune stazioni applicano un costo di servizio all'avvio o una tariffa di sosta legata al tempo di occupazione. Verificare le condizioni prima di collegare il veicolo è la prassi più efficace per evitare sorprese e scegliere consapevolmente la stazione più adatta.

Come risparmiare sui costi di ricarica

Ridurre la spesa per la ricarica è soprattutto una questione di metodo, non di rinunce. Tre leve, in particolare, fanno la differenza:

-Gestione degli orari: spostare la ricarica nelle fasce a minor domanda, tipicamente serali e notturne, consente di intercettare le tariffe più basse; un'abitudine quasi automatica per chi ricarica a casa, ma applicabile anche a diverse colonnine pubbliche;

-Abbonamenti e tariffe dedicate: sottoscrivere un piano con gli operatori utilizzati più di frequente trasforma il pagamento occasionale in una condizione agevolata e prevedibile, con un risparmio che cresce in proporzione all'uso;

-Strumenti digitali: le app di ricarica permettono di confrontare in tempo reale i prezzi delle stazioni vicine e di individuare le soluzioni più convenienti prima ancora di mettersi in viaggio.

A queste si aggiunge l'autoproduzione: chi dispone di un impianto fotovoltaico può alimentare il veicolo con energia propria, azzerando di fatto il costo del rifornimento.

F.A.Q. Costi ricarica auto elettrica

Quanto costa in media ricaricare un'auto elettrica?

Dipende da dove si ricarica. A casa, con un costo medio dell'energia intorno ai 0,20-0,25 €/kWh, un "pieno" su una batteria da 50 kWh costa circa 10-13 €. Alle colonnine pubbliche, dove il prezzo varia indicativamente tra 0,55 e 0,90 €/kWh, la stessa ricarica può costare tra i 25 e i 45 €.

Conviene di più ricaricare a casa o alla colonnina?

A casa, quasi sempre. La ricarica domestica costa mediamente la metà (o meno) rispetto a quella pubblica, soprattutto se si sfruttano le fasce orarie serali e notturne o un impianto fotovoltaico. Le colonnine pubbliche restano utili per i viaggi lunghi e quando serve ricaricare in fretta.

Quanto costa percorrere 100 km con un'auto elettrica?

Un'auto elettrica consuma in media 15-20 kWh ogni 100 km. Ricaricando a casa, questo si traduce in circa 3-5 € ogni 100 km, una cifra generalmente più bassa rispetto al costo del carburante per un'auto a benzina o diesel.

Perché la ricarica veloce costa di più?

Le colonnine ad alta potenza (ad esempio da 150 kW) hanno costi di installazione e gestione più elevati e un prezzo al kWh superiore rispetto a quelle a bassa potenza. Si paga insomma la comodità di ricaricare in pochi minuti anziché in qualche ora.

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