Chi valuta il passaggio all'elettrico, con modelli come Geely EX5, si trova davanti a una domanda apparentemente semplice: quanto costa davvero. La risposta dipende meno dal listino di quanto si pensi e molto di più dal profilo di chi acquista. Esistono agevolazioni pensate per chi ha un reddito contenuto, altre per chi vuole ricaricare comodamente a casa, altre ancora per chi usa il veicolo come strumento di lavoro. Nessuna di queste somiglia allo sconto unico e uguale per tutti a cui si era abituati.
A chi spettano gli incentivi per l'auto elettrica
La platea degli aventi diritto è varia. Dove prima esisteva un unico canale che riconosceva un contributo per l’acquisto di un’auto elettrica a chiunque rispettasse una soglia ISEE e rottamasse un veicolo, oggi si aprono percorsi distinti, ciascuno tarato su una condizione specifica:
- persone con ISEE inferiore a 30.000 euro: il DPCM automotive introduce, in via sperimentale fino al 30 giugno 2030, un programma di noleggio a lungo termine agevolato su veicoli a basse emissioni, con contratto di almeno 36 mesi e possibilità di riscatto finale a condizioni di favore. Il beneficio si sposta dal momento dell'acquisto alla durata dell'utilizzo;
- chi possiede già un veicolo elettrico o intende acquistarlo, a prescindere dal reddito: il bonus colonnine domestiche copre l'80% della spesa di acquisto e posa in opera, fino a 1.500 euro per le abitazioni private e fino a 8.000 euro per le installazioni condominiali. Qui l'agevolazione riguarda l'infrastruttura di ricarica, ossia la condizione che rende sostenibile l'uso quotidiano dell'elettrico;
- piccole e medie imprese che svolgono attività di trasporto di cose in conto proprio o in conto terzi: resta un contributo diretto all'acquisto di veicoli commerciali N1 e N2, con importi calibrati sulla massa e sull'alimentazione, e un vantaggio marcato per le motorizzazioni elettriche.
Incentivi per privati: importi e requisiti
Per i privati il sostegno si articola su due linee di intervento che agiscono in momenti diversi della vita del veicolo: l'accesso e l'utilizzo quotidiano.
Il noleggio agevolato
Il programma sperimentale di noleggio a lungo termine, attivo fino al 30 giugno 2030, si rivolge a chi ha un ISEE inferiore a 30.000 euro e dispone di una dotazione di 50 milioni di euro. I requisiti sono definiti:
- contratto di noleggio della durata minima di 36 mesi;
- veicolo di categoria M1 nuovo di fabbrica, immatricolato in Italia, omologato in una classe non inferiore a Euro 6 e con emissioni fino a 135 grammi di CO2 per chilometro;
- rottamazione di un veicolo M1 fino a Euro 4, intestato al richiedente o a un familiare convivente da almeno 12 mesi;
- possibilità, alla scadenza, di acquistare il veicolo con uno sconto di almeno il 10% rispetto alla quotazione media di mercato.
La logica cambia rispetto al passato: al posto di un capitale iniziale ridotto da uno sconto, si accede a un canone calmierato che distribuisce il costo nel tempo e lascia aperta l'opzione di riscatto.
La ricarica domestica
Il bonus colonnine, dotato di 68 milioni di euro, riconosce un contributo pari all'80% del prezzo di acquisto e posa in opera dell'infrastruttura, entro 1.500 euro per le abitazioni private e 8.000 euro per gli interventi condominiali. Il vantaggio incide sul costo di gestione: ricaricare a casa, su tariffa domestica e in fascia notturna, abbatte la spesa per chilometro rispetto alla ricarica pubblica.
La rottamazione: come funziona e cosa serve
La rottamazione ha cambiato funzione rispetto al passato, quando costituiva la condizione di accesso: senza demolizione nessun contributo, con soglia fissata a Euro 5 e sei mesi di intestazione. Il quadro 2026 le assegna un ruolo a geometria variabile, che cambia da misura a misura.
Se ne distinguono tre configurazioni:
- requisito vincolante: nel noleggio sociale occorre rottamare un veicolo M1 omologato fino a Euro 4, intestato al richiedente o a un familiare convivente da almeno 12 mesi. In assenza di demolizione l'accesso resta precluso;
- variabile che amplifica l'importo: per i veicoli commerciali N1 e N2 elettrici la rottamazione resta facoltativa e incide sul valore del contributo, che passa da 2.000-16.000 euro a 4.000-20.000 euro secondo la fascia di massa. Qui la demolizione diventa una scelta economica, da ponderare rispetto al valore residuo del mezzo;
- elemento estraneo: il bonus colonnine domestiche prescinde da qualsiasi rottamazione.
Due parametri si sono spostati rispetto al passato. La soglia ambientale scende da Euro 5 a Euro 4, restringendo il parco dei veicoli ammessi alla demolizione. Il periodo minimo di intestazione sale da 6 a 12 mesi: chi ha acquistato un'auto usata di recente rientra nel perimetro soltanto al compimento dell'anno.
Un vincolo accomuna invece le misure che riguardano il veicolo nuovo: la proprietà, o la disponibilità in caso di locazione finanziaria, va mantenuta per almeno 24 mesi. Nei contratti stipulati tramite società di noleggio la durata minima sale a 36 mesi.
La verifica preliminare riguarda quindi due dati concreti: classe ambientale sulla carta di circolazione e data di intestazione.
Incentivi per le microimprese
La misura dedicata alle imprese sposta il baricentro verso i veicoli commerciali e introduce un'asimmetria strutturale a favore dell'elettrico. Il DPCM riserva 180 milioni di euro, fino al 31 marzo 2030, alle piccole e medie imprese che svolgono attività di trasporto di cose in conto proprio o in conto terzi, per l'acquisto anche in locazione finanziaria di veicoli commerciali N1 e N2 nuovi di fabbrica immatricolati in Italia.
L'asimmetria emerge dal confronto tra le due alimentazioni:
- veicoli elettrici a batteria e a idrogeno: il contributo spetta anche in assenza di rottamazione, con importi da 2.000 a 16.000 euro secondo la massa, e sale da 4.000 a 20.000 euro quando la demolizione avviene;
- veicoli ad alimentazione tradizionale: il contributo resta subordinato alla rottamazione di un mezzo della stessa categoria fino a Euro 4, entro un tetto di 10.000 euro.
Gli importi crescono per fasce di massa: 2.000/4.000 euro fino a 1,49 tonnellate, 4.500/8.000 euro tra 1,50 e 2,39, 10.000/14.000 euro tra 2,40 e 3,49, 14.000/18.000 euro tra 3,50 e 4,24, 16.000/20.000 euro tra 4,25 e 7,2. A rafforzare l'orientamento, il 40% delle risorse annuali è riservato ogni anno ai mezzi elettrici e a idrogeno.
Le condizioni operative completano il quadro: il contributo arriva come sconto in fattura dal concessionario, il veicolo va mantenuto per almeno 24 mesi e il mezzo rottamato deve risultare intestato da almeno 12 mesi. La misura passa anche dalle società di noleggio, con contratto di durata minima triennale e beneficio trasferito integralmente sui canoni.
Regole di cumulabilità e requisiti territoriali
Se in passato il territorio definiva l'ammissibilità, con la residenza in un'area urbana funzionale individuata dall'ISTAT a separare chi poteva accedere al contributo da chi restava fuori, oggi il suo ruolo è cambiato. Le misure del DPCM hanno portata nazionale e superano quel filtro: contano la residenza in Italia per le colonnine domestiche e l'immatricolazione in Italia per i veicoli commerciali.
La dimensione locale si sposta così su un piano diverso, quello dei vantaggi che si sommano al quadro statale e che dipendono dalla regione e dal comune di appartenenza:
- esenzione dal bollo auto, riconosciuta per cinque anni dall'immatricolazione su tutto il territorio nazionale, con regole successive che variano da regione a regione e alcune amministrazioni che estendono il beneficio a titolo permanente;
- accesso alle zone a traffico limitato e alle aree a pagamento, disciplinato dai singoli regolamenti comunali;
- contributi regionali per l'acquisto o l'installazione di infrastrutture di ricarica, attivati in modo discontinuo attraverso bandi dedicati.
Sul fronte della cumulabilità il quadro resta in definizione. Il DPCM individua le misure e le dotazioni, mentre i decreti attuativi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy definiranno le modalità operative, compresi i criteri di sovrapposizione con altre agevolazioni. Una separazione risulta già chiara: il bonus colonnine domestiche spetta a persone fisiche e condomini, mentre imprese e partite IVA dispongono di uno strumento distinto gestito dal MASE.
Come richiedere il bonus auto elettrica
L'accesso si è articolato su canali distinti, ciascuno con un gestore e una modalità propria. Il percorso unico che passava da una sola piattaforma ha lasciato spazio a procedure differenziate per misura, con tempi di attivazione autonomi.
I canali oggi individuati dal DPCM sono tre:
- concessionario, per i veicoli commerciali N1 e N2: il contributo arriva come sconto in fattura, senza passaggi preventivi a carico dell'impresa. Invitalia cura il sistema informatico, il monitoraggio e i controlli;
- piattaforma Invitalia, per il bonus colonnine domestiche: la domanda si presenta online con SPID, Carta d'Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi, e richiede pagamenti tracciabili intestati al beneficiario;
- Automobile Club d'Italia, per il noleggio sociale: la gestione del programma è affidata all'ACI per conto del Ministero.
Un passaggio accomuna tutte le misure. Il DPCM del 10 giugno 2026 definisce importi, requisiti e dotazioni, mentre i decreti attuativi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy stabiliranno le date di apertura degli sportelli, la decorrenza delle spese ammissibili e la documentazione richiesta. Le finestre temporali seguono calendari propri: i contributi per le due ruote, per esempio, decorrono dal 1° gennaio 2027.
La dotazione iniziale suggerisce di arrivare preparati. Le colonnine domestiche dispongono di 5 milioni per il 2026, ai quali si aggiungono 10 milioni di residui, con valutazione delle domande in ordine cronologico.
Nell'attesa il lavoro utile riguarda la documentazione: classe ambientale e data di intestazione del veicolo da rottamare, attestazione ISEE aggiornata, verifica dell'impianto elettrico e preventivo completo per la ricarica domestica.
F.A.Q. Incentivi auto elettriche
A quanto ammonta il contributo?
L'importo dipende dalla misura di riferimento. Il noleggio sociale opera su un canone agevolato, con contratto di almeno 36 mesi, dotazione complessiva di 50 milioni di euro e possibilità di riscatto finale con uno sconto di almeno il 10% sulla quotazione media di mercato. Il bonus colonnine domestiche copre l'80% della spesa di acquisto e posa in opera, entro 1.500 euro per le persone fisiche e 8.000 euro per gli interventi sulle parti comuni condominiali. Per i veicoli commerciali N1 e N2 elettrici e a idrogeno il contributo va da 2.000 a 16.000 euro senza rottamazione e da 4.000 a 20.000 euro con rottamazione, secondo la fascia di massa.
Quali auto rientrano nell'incentivo?
Nel programma di noleggio sociale rientrano i veicoli M1 nuovi di fabbrica, immatricolati in Italia, omologati in una classe non inferiore a Euro 6 e con emissioni fino a 135 grammi di CO2 per chilometro. Il perimetro dei contributi diretti all'acquisto riguarda invece i veicoli commerciali N1, con massa fino a 3,5 tonnellate, e N2, tra 3,5 e 12 tonnellate.
La rottamazione è obbligatoria?
Dipende dalla misura. Nel noleggio sociale costituisce un requisito vincolante e riguarda un veicolo M1 fino a Euro 4, intestato al richiedente o a un familiare convivente da almeno 12 mesi. Per i veicoli commerciali elettrici resta facoltativa e incide sull'importo del contributo, mentre per le alimentazioni tradizionali rappresenta una condizione di accesso. Il bonus colonnine domestiche prescinde da qualsiasi demolizione.
Cosa sono le aree urbane funzionali (FUA)?
Sono territori definiti dall'ISTAT che comprendono una città principale con almeno 50.000 abitanti e i comuni limitrofi legati a essa da flussi di pendolarismo. Il criterio ha operato come filtro di ammissibilità nel programma di rinnovo del parco veicoli gestito dal MASE. Le misure introdotte dal DPCM del 10 giugno 2026 hanno portata nazionale e fanno riferimento alla residenza in Italia per le colonnine domestiche e all'immatricolazione in Italia per i veicoli commerciali.
Il bonus è cumulabile con altri incentivi?
I criteri di cumulabilità saranno definiti dai decreti attuativi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Una distinzione risulta già stabilita: il bonus colonnine domestiche spetta a persone fisiche residenti in Italia e ai condomini, mentre imprese e partite IVA dispongono di uno strumento dedicato gestito dal MASE. Restano da verificare caso per caso le agevolazioni regionali e comunali, come l'esenzione dal bollo e l'accesso alle zone a traffico limitato.
Come viene erogato il contributo?
Ogni misura segue un canale proprio. Per i veicoli commerciali il contributo arriva come sconto in fattura applicato dal concessionario, e passa anche dalle società di noleggio, con contratto di almeno tre anni e beneficio trasferito integralmente sui canoni. Il bonus colonnine si richiede sulla piattaforma Invitalia con SPID, Carta d'Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi, con pagamenti tracciabili intestati al beneficiario. Il programma di noleggio sociale è gestito dall'Automobile Club d'Italia per conto del Ministero.
Per quanto tempo devo mantenere la proprietà dell'auto?
Per i veicoli commerciali il mezzo acquistato, anche in locazione finanziaria, deve restare nella disponibilità del beneficiario per almeno 24 mesi. Nel noleggio sociale il vincolo assume la forma della durata contrattuale, fissata in un minimo di 36 mesi.

