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Come funziona la batteria di un’auto elettrica?
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Come funziona la batteria di un’auto elettrica?

19 Jun 2026
19 Jun 2026

L'elemento che distingue un'auto elettrica da qualsiasi altra è sicuramente la batteria. Immagazzina energia, la distribuisce e la protegge attraverso l'azione combinata di chimica, elettronica e controllo termico. Da questo sistema dipendono autonomia, prestazioni e durata del veicolo. Per guidare meglio e ricaricare nel modo giusto è molto importante capirne il funzionamento.

Come funziona la batteria di un'auto elettrica?


La batteria di un'auto elettrica trasforma energia chimica in movimento attraverso un ciclo che si ripete a ogni accelerazione e a ogni ricarica. Il meccanismo ruota attorno agli ioni di litio, che si spostano avanti e indietro tra due elettrodi. Ogni cella ne contiene uno positivo, a base di litio o ossidi metallici, e uno negativo in carbonio, separati da un materiale che lascia passare solo gli ioni.

Durante la ricarica, la corrente prelevata dalla rete spinge gli ioni verso l'elettrodo negativo, dove l'energia resta immagazzinata. Quando l'auto parte, gli ioni compiono il percorso inverso verso l'elettrodo positivo e in questo passaggio generano la corrente che alimenta il motore e fa girare le ruote.

La conversione avviene per via diretta, senza combustione e con poche perdite di calore. Da qui derivano due caratteristiche tipiche dell'auto elettrica: l'efficienza elevata e la risposta immediata all'acceleratore. Anche la frenata contribuisce, perché recupera parte dell'energia e la rimette nella batteria, aumentando l'autonomia.

Il valore di questo sistema sta nella ripetibilità: lo stesso percorso degli ioni si ricostruisce a ogni ciclo, consentendo alla batteria di mantenere le prestazioni per migliaia di ricariche.

Di cosa è fatta una batteria


Il pacco batteria di un'auto elettrica è organizzato su tre livelli, dal più piccolo al più grande:

  • la cella è l'unità di base, dove avviene lo scambio di ioni che produce energia;
  • il modulo raggruppa più celle in un blocco gestito come un'unica unità;
  • il pacco batteria riunisce tutti i moduli e costituisce il sistema completo installato a bordo del veicolo.

Questa struttura a strati permette di gestire grandi quantità di energia in modo ordinato e sicuro. Il numero di celle determina la potenza disponibile: un pacco con più celle eroga più kilowatt e garantisce prestazioni superiori. Lo stesso fattore incide però sui consumi, perché una batteria più potente assorbe più energia e può ridurre l'autonomia a parità di capacità.

A coordinare il tutto interviene il sistema di gestione della batteria, un'elettronica che controlla carica, temperatura e stato di ciascuna cella. Grazie a questo controllo costante il pacco lavora in condizioni ottimali, distribuisce gli sforzi in modo uniforme e prolunga la durata complessiva. La struttura modulare facilita inoltre la manutenzione e il successivo riciclo dei componenti.

Che tipo di batterie usano le auto elettriche?


La maggior parte delle auto elettriche oggi in commercio adotta batterie agli ioni di litio, una tecnologia che ha prevalso per una combinazione di caratteristiche difficile da eguagliare. Il vantaggio principale è l'elevata densità energetica: queste batterie immagazzinano molta energia in uno spazio contenuto e con un peso ridotto, due qualità decisive per garantire autonomia senza appesantire il veicolo.

A questo si aggiungono altri due punti di forza. Il primo è la bassa autoscarica, che consente alla batteria di conservare la carica a lungo anche quando l'auto resta ferma. Il secondo è la buona tenuta alle temperature elevate, che mantiene stabili le prestazioni in condizioni d'uso diverse.

In passato hanno trovato impiego anche tecnologie alternative, come le batterie al piombo-acido e quelle al nichel-metallo idruro. Oggi restano marginali nella trazione elettrica, perché offrono meno energia a parità di peso e ingombro.

La scelta del litio risponde anche a criteri di sostenibilità. Queste batterie utilizzano materiali abbondanti nella crosta terrestre e si prestano al riciclo a fine vita, riducendo l'impatto ambientale complessivo.

Quanto dura la batteria di un'auto elettrica?


Con il passare degli anni e dei cicli di ricarica, la quantità di energia che il pacco riesce a trattenere diminuisce in modo graduale, riducendo poco alla volta l'autonomia massima senza compromettere il normale funzionamento del veicolo.

I valori di riferimento del settore indicano una vita utile compresa tra i 15 e i 20 anni, con percorrenze che vanno dai 160.000 ai 320.000 chilometri. Molti costruttori accompagnano il pacco con garanzie dedicate, spesso legate a una soglia minima di capacità residua entro un determinato periodo o chilometraggio.

A incidere sulla longevità intervengono soprattutto le abitudini d'uso: ricariche complete frequenti, esposizione prolungata a temperature estreme e ricorso intensivo alla ricarica rapida tendono ad accelerare il calo. Una gestione equilibrata, al contrario, lo rallenta nel tempo.

Quanto è grande e dove si trova la batteria?


La posizione e le dimensioni della batteria dipendono dalle scelte fatte in fase di progetto, e guardando un modello come la Geely EX5 è più facile capire cosa significa nella pratica.

In questo SUV la batteria, un'unità Short Blade con celle a forma di lama, è sistemata in orizzontale sotto il pavimento dell'abitacolo. Le celle, anziché essere chiuse in un involucro separato, sono integrate nella scocca stessa, una soluzione nota come cell-to-body: la struttura dell'auto fa così anche da protezione al pacco, che resta riparato in caso di urto. Questa disposizione spiega diverse caratteristiche tipiche di un'elettrica. Tenere il peso in basso e al centro aiuta l'auto a restare stabile in curva, mentre l'assenza di motore termico e serbatoio libera spazio per l'abitacolo e il bagagliaio, che sulla EX5 arriva a contenere fino a 1.877 litri. Le celle a lama, dal canto loro, gestiscono bene il calore e reggono molti cicli di ricarica prima di mostrare un calo apprezzabile di capacità, un aspetto che incide sulla durata nel tempo.

La batteria ha bisogno di manutenzione?


Un'idea diffusa attribuisce all'auto elettrica un'assenza quasi totale di manutenzione. La realtà è più equilibrata: il veicolo elettrico richiede controlli regolari, in genere con cadenza annuale, mentre la natura della sua meccanica cambia profondamente il tipo di interventi necessari.

La differenza nasce dalla semplicità del sistema di trazione. Senza olio motore, filtri, cinghie, candele o marmitta, decadono molte delle operazioni che scandiscono la manutenzione di un'auto tradizionale. Restano invece i controlli comuni a qualsiasi veicolo, come freni, pneumatici, sospensioni e impianto di climatizzazione, ai quali si aggiunge la verifica specifica dello stato di salute della batteria.

Proprio il pacco batteria merita un'attenzione particolare. Durante il tagliando si controlla che le celle lavorino in modo uniforme, che il sistema di gestione operi correttamente e che il circuito di raffreddamento mantenga le temperature nei valori ottimali. Sono verifiche che incidono direttamente sulla durata e sull'efficienza nel tempo.

Un ulteriore vantaggio deriva dalla frenata rigenerativa, che riduce l'usura dei freni recuperando energia in decelerazione. Le pastiglie e i dischi lavorano meno e si consumano più lentamente, allungando gli intervalli di sostituzione.

Quanto tempo serve per ricaricare la batteria?


Il tempo di ricarica dipende dal contesto in cui avviene. Nella maggior parte dei casi la ricarica si svolge a casa, durante la notte, tramite una wallbox dedicata. In questo scenario la velocità conta poco: l'auto resta collegata mentre è ferma e al mattino è pronta, un po' come avviene con uno smartphone. A incidere sui tempi sono comunque tre fattori:

  • la potenza del punto di ricarica,
  • la capacità della batteria,
  • la temperatura, che quando è troppo rigida rallenta il processo.

Il discorso cambia durante i lunghi viaggi, dove entra in gioco la ricarica rapida in corrente continua alle colonnine pubbliche. Qui la potenza è molto più alta e consente di recuperare gran parte dell'autonomia in una sosta breve. Vale la pena ricordare che la ricarica più efficiente avviene nella fascia intermedia, indicativamente tra il 20% e l'80%: oltre quella soglia la velocità cala di proposito, per preservare la salute delle celle.

Di solito si dichiara il tempo necessario a passare dal 30% all'80%, più rappresentativo dell'uso reale rispetto alla carica completa. La Geely EX5, per esempio, copre questo intervallo in circa 20 minuti con la ricarica rapida, il tempo di una pausa caffè.

F.A.Q. Come funziona la batteria di un’auto elettrica?


La batteria di un'auto elettrica si può ricaricare con i cavi come un'auto a benzina?

La batteria di trazione agli ioni di litio no, ma la batteria ausiliaria da 12 volt sì, con una procedura simile a quella di un'auto tradizionale.

Le batterie delle auto elettriche sono riciclabili?

Sì. Possono avere una "seconda vita" come sistemi di accumulo per case ed edifici, oppure essere scomposte per recuperare i materiali.

Quanto tempo serve per ricaricare un'auto elettrica?

Dipende dalla potenza: con una wallbox domestica servono alcune ore per una carica completa, mentre una colonnina rapida può portare la batteria all'80% in circa mezz'ora.

Cosa succede alla batteria con il freddo o il caldo?

Le temperature estreme possono influire temporaneamente su autonomia e velocità di ricarica; i sistemi di gestione termica dell'auto aiutano a mantenere la batteria nelle condizioni ottimali.

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